Un Fact Checking troppo rapido, finanziato dall’Europa
Mentre la Russia invadeva il territorio ucraino le rispettive propagande invadevano la stampa. Non solo in Ucraina e in Russia, dove i media suiscono da anni controlli e censure in forma diversa, ma anche nei paesi europei. Al comunicato stampa russo che accusava l’Ucraina di ospitare laboratori segreti statunitensi gli operatori del Fact Checking finanziati anche dalla Comunità Europea rispondevano creando il “mito dei biolaboratori” come frutto di una propaganda russa antioccidentale che voleva solo inquinare le opinioni occidentali e l’informazione libera. Facta, sito di fact checking finanziato anche da programmi della comunità europea, aveva titolato “come è nato e come si è diffuso il mito dei biolaboratori in Ucraina” ma anche i giornali italiani si erano spesi in accuse di “filoputinismo” per chi aveva chiesto di investigare su questa tesi. A distanza di quattro anni a spiegare che gli Stati Uniti hanno effettivamente finanziato per anni oltre 120 laboratori biologici in più di 30 Paesi è un comunicato ufficiale dell’ODNI, Office of the Director of National Intelligence statunitense, diffuso il 12 giugno. Tulsi Gabbard, direttrice dell’intelligence nazionale, ha pubblicato documenti declassificati su questo programma.
L’amministrazione Trump e l’ammissione di 120 laboratori in 30 paesi
Una parte centrale riguarda l’Ucraina, dove Washington ha costruito o sostenuto oltre 40 biolaboratori. Secondo le slide rilasciate ufficialmente dal governo statunitense alcuni siti custodivano o studiavano agenti patogeni pericolosi, tra cui antrace, tularemia, tubercolosi, Mers, Sars, Ebola, peste e influenza aviaria. Il documento parla anche di formazione statunitense a scienziati ucraini per il lavoro in biocontenimento. In almeno quattro casi vengono indicati costi, appaltatori e subappaltatori coinvolti nella costruzione o fornitura dei laboratori. Il principale contractor citato è Black & Veatch, già noto per programmi di riduzione della minaccia biologica. Una slide segnala il rischio che strutture ucraine finanziate dagli Stati Uniti fossero colpite, sequestrate o danneggiate dalla Russia. Il comunicato ODNI sostiene che informazioni su estensione, finanziamento e ubicazione dei laboratori siano state tenute nascoste.
Gain of Function, il potenziale nodo del problema
La documentazione fornita ufficialmente spiega che alcuni laboratori avrebbero svolto ricerche su patogeni pericolosi, anche di tipo “gain of function”, in pratica un esperimento di laboratorio in cui un organismo, una cellula, un gene o un virus potenziano una capacità (anche di diffusione) per la quale non esiste ancora un protocollo di contenimento. Le slide provano l’esistenza di finanziamenti, infrastrutture, ricerca su patogeni e problemi di sicurezza. Nel 2022 il Pentagono aveva già ammesso 200 milioni di dollari di investimenti in 46 strutture ucraine ma aveva definito il programma “come cooperazione sanitaria e biosicurezza”, non come potenziale attività ad uso militare, negando l’esistenza di “bioweapon labs” del Dipartimento della Difesa in Ucraina. Ora l’amministrazione Trump descrive le stesse strutture di laboratori biologici finanziati dagli USA, e in cui opera anche personale statunitense al di fuori dei confini nazionali, come una rete opaca che avrebbe operato con “scarsa visibilità” e trasparenza.
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