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Bonduelle: verdure senza pesticidi, ma nel terreno non si sa

Semaforo rosso per Bonduelle: su alcune confezioni si legge "senza residui di pesticidi". Una scritta vaga che lascia molti dubbi: i pesticidi non ci sono nelle verdure, ma nel terreno?
Su una linea di prodotti Bonduelle si legge: "senza residuo di pesticidi". Una scritta generica che lascia molti dubbi sull'impatto reale sull'ambiente.
Su una linea di prodotti Bonduelle si legge: "senza residuo di pesticidi". Una scritta generica che lascia molti dubbi sull'impatto reale sull'ambiente.

Sulle etichette di alcune verdure Bonduelle, fresche o surgelate, compare la scritta: “senza residuo di pesticidi”. Ecco di nuovo la definizione, per noi vaga e generica, che accompagna i prodotti di alcuni marchi: non sono biologici, ma costano molto più della versione classica; non hanno residui di pesticidi, che però potrebbero essere presenti nel terreno dove la frutta o, nel caso di Bonduelle, la verdura è stata coltivata; non forniscono informazioni precise sul perché e come non abbiamo tracce di pesticidi.

Insomma un bel po’ di domande aperte dietro questa scritta che di certo trasmette un’idea di salubrità, anche se non si sa bene per chi: per chi mangia quell’alimento (non ci sarebbe niente di male) o anche per l’ambiente (come sembrerebbe leggendo la scritta)?

In ogni caso tutte queste domande senza risposta per noi valgono un semaforo rosso: crediamo che la scritta “senza residuo di pesticidi” proposta da Bonduelle non supererebbe l’esame della direttiva europea sulle dichiarazioni ambientali, che entrerà in vigore l’anno prossimo.

Insalata a “residuo zero”: costa cara, ma non è biologica

 

Un’altra puntata del “residuo zero”

Su The Washing News abbiamo già parlato della scritta “residuo zero” che compare su alcune insalate confezionate, di quella “zero residui” presente su una linea di confetture Zuegg. Su alcuni prodotti Bonduelle, come piselli e fagiolini surgelati, alcune tipologie di mais e l’insalata confezionata, si legge la scritta “senza residuo di pesticidi”. In questi tre casi le parole usate sono leggermente diverse, ma la sostanza è la stessa:

una scritta generica che parla dell’assenza di residui di pesticidi negli alimenti venduti, ma che lascia molti dubbi sull’impatto sull’ambiente di quei prodotti.

In etichetta infatti si legge solo che l’alimento non presenta traccia di pesticidi, non viene spiegato perché né come. Se cioè mangiamo i fagiolini Bonduelle “senza residuo di pesticidi” non ingeriamo queste sostanze. Ma non sono neanche state utilizzate per coltivare  la verdura? Cioè nel terreno ci sono tracce di pesticidi? L’etichetta non lo precisa. E il fatto che un prodotto non abbia residui di pesticidi al momento della vendita significa solo che non sono stati utilizzati fitofarmaci nell’ultima fase della produzione e che quelli eventualmente utilizzati avevano dei tempi di decadimento tali da non lasciare tracce nel prodotto al momento della vendita. Ma potrebbero essere stati usati nelle fasi precedenti e aver lasciato eccome residui nel terreno.

Marmellate Zuegg: l’etichetta “zero residui” non è abbastanza chiara

Una definizione vaga e generica

Quanto riportato sulle confezioni Bonduelle non permette di chiarire questi dubbi. Quindi, guardando solo l’etichetta, il possibile acquirente non ha un’informazione completa sul prodotto. Questo, per la Commissione europea, non è un modo chiaro di comunicare da parte dell’azienda. La direttiva europea 2024/825/UE, che entrerà in vigore l’anno prossimo, infatti vieta di usare “termini generici” (e per noi, “senza residuo di pesticidi” lo è), a meno che non vengano spiegati e dimostrati sullo stesso mezzo di comunicazione. Quindi, in questo caso, sull’etichetta delle verdure. Ma anche se volessimo guardare sul sito internet dell’azienda, non cambierebbe un granché.

Sul proprio sito internet Bonduelle spiega che cosa intenda per "senza residui di pesticidi"
Sul proprio sito internet Bonduelle spiega che cosa intenda per “senza residui di pesticidi”
Il sito internet Bonduelle non chiarisce i dubbi

“Con il marchio “senza residuo di pesticidi”, presente su alcuni prodotti, Bonduelle offre la garanzia che le verdure non presentino tracce misurabili di pesticidi, ovvero di prodotti fitosanitari (erbicidi, insetticidi, fungicidi) di origine chimica o naturale (come ad esempio l’olio di Neem) volte a proteggere le colture da organismi viventi nocivi (parassiti, malattie…)”. Questa è la spiegazione della definizione “senza residuo di pesticidi” che si può trovare sul sito internet Bonduelle. E basta.

Alla domanda, sempre presente sul sito dell’azienda: “come lo facciamo?”, risponde:

  • Collaborando con agricoltori che credono in un’agricoltura sempre più sostenibile.
  • Selezionando le insalate più adatte e i terreni più riparati da possibili fonti di contaminazioni esterna.
  • Adottando pratiche alternative per proteggere le coltivazioni come: un utilizzo attentissimo dell’acqua irrigua per ridurre al minimo il rischio di attacco dei funghi patogeni presenti nel suolo; il ricorso a sensori che consentono all’agricoltore di capire in tempo reale, con un semplice click sul cellulare, cosa sta succedendo nell’ambiente di crescita della coltura e intervenire tempestivamente.
  • Attuando un piano di analisi sulle insalate alla raccolta, realizzate da laboratori accreditati, mirato a verificare la conformità ai requisiti.
  • Certificando le nostre produzioni con Bioagricert.
Quindi i pesticidi non vengono usati per coltivare le verdure? Questo Bonduelle non lo dice chiaramente. E il legislatore chiede alle aziende chiarezza. Quindi per noi il claim di Bonduelle “senza residuo di pesticidi” si merita un semaforo rosso.

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