Sono stati paladini della globalizzazione sostenibile. Ma la sostenibilità del World Economic Forum che ogni anno porta in scena a Davos i potenti del mondo che se la suonano e se la cantano senza alcun contradditorio, è stata demolita da tempo.
Innanzitutto per le ricette proposte: il Wef da anni impartisce lezioni di presunta democrazia economica che si basano, però, solo sulle buone intenzioni mentre quello che ha funzionato, nel corso degli anni, è la vetrina offerta agli stessi protagonisti dell’enorme conflitto di interessi che attanaglia il pianeta.
Chi c’è al WEF 2025
Al forum di quest’anno, il 54esimo, oltre a 900 amministratori delegati da ogni parte del pianeta ci sono spazi dedicati delle principali società di consulenza: Accenture, BCG Boston Consulting Group, Bain & Company, Deloitte, EY, Kearney, KPMG, MarshMcLennan, McKinsey, PWC-Price Waterhouse Coopers che si presentano tutte come partner del forum stesso.
Una grande platea per vendere i servizi di consulenza al gotha delle imprese multinazionali presenti, a vario titolo, tra gli hotel e il centro congressi di Davos. Una cittadina trasformata per l’occasione in enorme camera a gas per il traffico super congestionato delle migliaia di vetture che trasportano tra gli hotel i protagonisti delle quattro giornate del Forum.
Un amore smodato per i viaggi aerei
E poi c’è il traffico aereo: per raggiungere la cittadina elvetica la stragrande parte dei partecipanti utilizza aerei ed elicotteri, in gran parte privati. Nel 2023 Greenpeace pubblicò un report esaminando l’impatto dell’edizione del 2022: non una stima ma l’analisi puntuale del traffico negli aeroporti (in primis quello di Zurigo) in concomitanza con la riunione che causa Covid si svolse dal 21 al 27 maggio del 2022.
Complessivamente 1040 jet privati trasportarono una parte dei 2500 presenti: tra 200 e 250 al giorno, più del doppio della media delle edizioni precedenti per un impatto complessivo di circa 9700 tonnellate di C02 paragonabili alle emissioni di 300.000 vetture medie per un anno di circolazione. La maggior parte dei voli sono stati effettuati per tratte di 500 chilometri: provenivano da Germania, Francia e Italia.
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Una lettera degli ambientalisti
Quest’anno una coalizione di organizzazioni ambientaliste ha scritto una lettera aperta al Wef. In essa, hanno chiesto agli organizzatori di agire per garantire il rispetto delle proprie stesse raccomandazioni. E ai partecipanti, almeno a partire dall’edizione dell’anno prossimo, di rispettare gli standard di sostenibilità del Forum, dando priorità alla ferrovia rispetto ad altre modalità di trasporto. Un invito rimasto almeno finora senza risposta.



