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Findus scrive a The Washing News: “Siamo sostenibili e rispettiamo le norme”

Dopo la nostra analisi sui suoi green claim, le precisazioni del colosso dei surgelati e le nostre risposte
Findus scrive a The Washing News dopo l'articolo in cui abbiamo assegnato un semaforo rosso ai green claims dell'azienda
Findus scrive a The Washing News dopo l'articolo in cui abbiamo assegnato un semaforo rosso ai green claims dell'azienda

Findus Italia ritiene doveroso precisare di rispettare pienamente la normativa vigente e di impegnarsi ad offrire informazioni trasparenti e verificabili sulla sostenibilità dei propri ingredienti”, inizia così la mail che il colosso dei surgelati ha inviato a The Washing News, dopo la pubblicazione dell’articolo in cui abbiamo bocciato i green claims dell’azienda, perchè violerebbero la direttiva europea 2024/825, già approvata, che entrerà in vigore l’anno prossimo.

Findus: non basta dire che il minestrone è sostenibile

Siamo molto contenti dell’attenzione che l’azienda ci ha riservato e della precisione con cui ha voluto comunicarci il proprio impegno per l’ambiente. E’ doveroso però precisare che noi non abbiamo mai commentato le azioni messe in campo da Findus per la tutela dell’ambiente, ma solo la comunicazione dell’azienda, che secondo noi viola una legge europea già approvata, che deve solo essere recepita dall’ordinamento italiano e porterà alla sua entrata in vigore nel 2026. Ma ecco in dettaglio le puntualizzazioni di Findus (che riportiamo in parte, ma più di quanto previsto dalla legge in tema di rettifica) e le nostre risposte.

1) I termini usati non devono essere spiegati su un altro mezzo

FINDUS: “In merito alla Conformità dello spot Findus alla normativa europea – si legge nella mail dell’azienda – la Direttiva (UE) 2024/825 vieta l’uso di termini generici come sostenibile solo se non supportati da informazioni verificabili. Al contrario, Findus fornisce chiarimenti immediatamente accessibili nel proprio spot, il link al sito garantisce infatti trasparenza e consente al consumatore di approfondire”.

TWN: La direttiva europea spiega chiaramente che, se un termine descrive un’eccellenza ambientale, deve essere chiarito sullo stesso mezzo di comunicazione, che sia uno spot pubblicitario o l’etichetta del prodotto. Non è sufficiente quindi rimandare a una spiegazione approfondita sul proprio sito internet.  “L’asserzione ambientale non è considerata un’asserzione ambientale generica” si legge nella Direttiva UE. “Se la specificazione dell’asserzione ambientale è fornita in termini chiari ed evidenti tramite lo stesso mezzo, quale il medesimo annuncio pubblicitario, la confezione del prodotto o l’interfaccia di vendita online”. Quindi l’affermazione che gli ingredienti del minestrone Findus sono “sostenibili” dovrebbe essere spiegata nello stesso spot pubblicitario e non con un rimando al sito internet (che tra l’altro è visibile per un secondo, in un fotogramma alla fine dello spot).

Niente più “green”, “ecologico” o “sostenibile” su etichette e pubblicità

La ratio della normativa è proprio quella di fornire un’informazione corretta e completa al consumatore. Quindi se un potenziale consumatore guarda e ascolta lo spot Findus deve trovare in quel momento tutte le informazioni di cui ha bisogno per una scelta di acquisto consapevole.

2) Generici sono i termini usati, non la sostenibilità per Findus

FINDUS: “Contrariamente a quanto riportato nell’articolo, la sostenibilità per Findus non è un concetto generico – precisa l’azienda nella sua mail – l’azienda segue infatti standard riconosciuti, misurabili e verificati [ …]”

TWN: Non abbiamo mai scritto che la sostenibilità per Findus sia un concetto generico. Noi non abbiamo analizzato che cosa sia la sostenibilità per Findus. L’articolo in questione commenta uno spot pubblicitario Findus, non la condotta dell’azienda in generale, né la sua politica di sostenibilità. E riportiamo la definizione “termini generici” perché è quella usata nella direttiva europea. Dalla nostra analisi, la parola “sostenibili” usata nello spot Findus, alla luce della direttiva 2024/825, può essere considerato un termine generico, che la direttiva, dal settembre 2026, vieterà.

3) Anche le certificazioni ambientali, da citare sullo stesso mezzo

FINDUS: “La Direttiva vieta termini generici a meno che non sia dimostrata l’eccellenza delle prestazioni ambientali – scrive l’azienda – Findus soddisfa questo requisito grazie alla certificazione FSA e agli standard di sostenibilità adottati”.

TWN:  Come scritto poco fa, la direttiva precisa che, per non essere considerato generico, un termine deve essere spiegato “tramite lo stesso mezzo” in cui questo termine viene usato. E non ci risulta che nello spot ci sia alcun riferimento alla certificazione FSA.

4) Il rapporto di sostenibilità c’è, ma molto in fondo

FINDUS: “Differentemente da quanto riportato nell’articolo – ci scrive l’azienda – sul sito Findus il rapporto di sostenibilità è presente e consultabile dai consumatori“.

TWN: Riguardo il rapporto di sostenibilità, è vero, si può trovare sul sito Findus.it e ci scusiamo di aver scritto il contrario. Abbiamo già corretto l’articolo. Diciamo che era ben nascosto, in fondo alla pagina dedicata alla sostenibilità, chiamato non “rapporto di sostenibilità”, ma “relazione sulla sostenibilità”. Se non lo abbiamo trovato agilmente noi che ci siamo impegnati a cercarlo, riteniamo difficile che lo trovi un consumatore.

Critichiamo i termini usati in uno spot, non l’azienda

Per concludere, facciamo noi alcune precisazioni:

  1. Non abbiamo mai scritto che Findus non rispetti la normativa vigente.
  2. Quello che sosteniamo è che, a nostro avviso, lo spot del minestrone Findus non rispetterebbe la direttiva europea 2024/825, approvata nel 2024 che dovrebbe entrare in vigore, se recepita dall’ordinamento italiano, a settembre 2026. Cosa che nell’articolo specifichiamo chiaramente. 
  3. Riguardo tutte le precisazioni sull’impegno di Findus per la sostenibilità (“Findus tiene a ribadire che la sostenibilità è una tematica su cui si impegna con serietà e dedizione da anni”) ribadiamo che nell’articolo non parliamo della politica di sostenibilità di Findus, ma della comunicazione da parte dell’azienda del proprio impegno in uno specifico spot pubblicitario che, secondo noi, violerà una legge europea che a breve entrerà in vigore.
  4. Abbiamo voluto segnalare un esempio di comunicazione che l’anno prossimo non sarà più possibile perché il legislatore europeo la considera scorretta per il consumatore.
  5. Siamo una testata giornalistica, il nostro ruolo è quello di analizzare, segnalare e commentare, sarà poi compito dell’autorità incaricata verificare la legittimità del comportamento dell’azienda ed eventualmente sanzionare degli illeciti.

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