Nel 2022 António Guterres accusava l’industria fossile di usare i profitti record per condizionare politica e opinione pubblica. Greta Thumberg già da 4 anni aveva avviato lo “sciopero scolastico per il clima” che si sarebbe trasformato nell’ondata di manifestazioni e iniziative di Fridays For Future. Da allora il negazionismo climatico esplicito ha lasciato spazio a una comunicazione più sofisticata basata su “sicurezza energetica”, “pluralità delle fonti”, gas di transizione, biocarburanti e cattura della CO₂. Il messaggio non nega più il riscaldamento globale, ma presenta petrolio e gas come indispensabili ancora per decenni. La partecipazione sempre più visibile a grandi eventi sportivi e culturali favorisce un’immagine rassicurante dei grandi gruppi del fossile e su questo vengono investite cifre enormi in pr, sponsorizzazioni, acquisto di spot e pagine pubblicitarie.
Sette miliardi di dollari l’anno per dare un’mmagine positiva
Secondo Clean Creatives, le 29 maggiori compagnie fossili spendono circa 7 miliardi di dollari l’anno in marketing, pubblicità e pubbliche relazioni (dato riferito al 2025). La stessa organizzazione ha censito nel 2025 ben 1.217 contratti tra imprese fossili e 709 agenzie creative o di PR. A parte vanno considerate 205 sponsorizzazioni sportive mondiali, il cui valore contrattuale complessivo supera 5,6 miliardi di dollari, secondo il rapporto Dirty Money citato dal Parlamento britannico. Difficile definire il budget europeo perchè i gruppi “multi-energy” pubblicano budget aggregati, senza separare la promozione di benzina e gas da elettricità, rinnovabili o biocarburanti. Anche una campagna apparentemente dedicata alla transizione può quindi rafforzare contemporaneamente reputazione e marchio della casa madre fossile. È il caso di Eni, Enilive e Plenitude, partner del Festival di Sanremo 2025 con la campagna “Energia Unica” e una narrazione centrata sulla molteplicità delle fonti. La presenza comprendeva spot istituzionali, contenuti social, creator, installazioni interattive ed eventi collegati al Festival.
Tra gli investimenti la sponsorizzazione di festival, concerti, eventi sportivi, pagine sui quotidiani e le radio
Nel calcio mondiale Saudi Aramco ha sottoscritto con FIFA un accordo fino al 2027, comprendente i Mondiali maschili 2026 e quelli femminili 2027. Nel 2025 il gruppo saudita è stato inoltre presenting partner della FIFA Intercontinental Cup, associando il marchio petrolifero a innovazione, prestazioni e sviluppo sociale. TotalEnergies ha invece rinnovato fino al 2028 la partnership con la Confederazione africana di calcio, sponsorizzando dodici grandi competizioni. Tra queste figura la Coppa d’Africa 2025, denominata ufficialmente TotalEnergies CAF Africa Cup of Nations. Formula 1, ciclismo, calcio, musica e intrattenimento offrono una relazione emotiva con il pubblico che la pubblicità tradizionale non riesce più a garantire.
Raccontano energie alternative ma non dicono complessivamente il rapporto tra fossile e nuove fonti energetiche
Le compagnie sostengono che queste iniziative finanzino sport e cultura e permettano di raccontare anche i loro investimenti nelle energie alternative. Ma la capacità d’influenza del settore non è diminuita: ha semplicemente sostituito la negazione del clima con il racconto rassicurante di una transizione che è però guidata dagli stessi produttori fossili con altro nome e logo.



