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Semaforo verde per Bottega verde: niente green claim in etichetta

L'azienda cosmetica toscana sceglie di non scrivere green claims sui prodotti, ma solo sul sito internet e nel bilancio di sostenibilità. Per noi così interpreta bene la direttiva europea. Il "semaforo rosso" lo meritano invece molte testate che hanno ripreso la notizia in modo scorretto
Bottega Verde ha un forte impegno per l'ambiente, che racconta nel bilancio di sostenibilità, sul proprio sito internet e sui giornali. Ma non in etichetta
Bottega Verde ha un forte impegno per l'ambiente, che racconta nel bilancio di sostenibilità, sul proprio sito internet e sui giornali. Ma non in etichetta

“Siamo Carbon Neutral”, si legge sul sito internet di Bottega Verde, storico marchio italiano della cosmetica. Un’affermazione che viene spiegata in dettaglio nella parte dedicata alla sostenibilità del sito e nel bilancio di sostenibilità dell’azienda. Sulle etichette dei prodotti, invece, niente: nessun green claim come “a impatto zero”, “emissioni zero”, “sostenibili”.  L’azienda toscana ha deciso di veicolare il proprio impegno per l’ambiente attraverso altri canali.

Questo “non dire niente” di vago in etichetta, ma dire molto nei luoghi dove c’è la possibilità di argomentare e dettagliare le iniziative ambientali dell’azienda, per noi vale un semaforo verde: la nuova direttiva europea 2024/825/UE, che dall’anno prossimo regolerà l’uso di green claims da parte della aziende, è stata rispettata.

Niente più “green”, “ecologico” o “sostenibile” su etichette e pubblicità

Green claims sul sito e nel bilancio di sostenibilità

“Grazie al nostro impegno costante nella sostenibilità, siamo orgogliosi di annunciare che Bottega Verde è diventata Carbon Neutral nel 2023 sulle emissioni scope 1 e scope 2, due anni prima del previsto.

Questo risultato è stato possibile grazie a investimenti in energia rinnovabile e a una significativa riduzione delle emissioni di CO₂​”. Così l’azienda toscana della cosmetica spiega il proprio impegno per l’ambiente. Lo fa nella pagine dedicate alla sostenibilità del suo sito internet e nel bilancio di sostenibilità , dove racconta di aver raggiunto la “carbon neutrality” per quanto riguarda le emissioni “scope 1”, cioè quelle generate direttamente da Bottega Verde, ad esempio tramite i propri stabilimenti o il parco auto aziendale, e scope 2, ovvero quelle generate dall’energia acquistata, ad esempio l’energia elettrica e il teleriscaldamento.

Come ha fatto? Tutta l’energia utilizzata dall’azienda deriva da fonti rinnovabili. Nel bilancio di sostenibilità vengono poi dettagliati numerosi altri risultati raggiunti, come l’impronta di carbonio complessiva ridotta del 4%, l’aumento del 19% dell’energia green generata in sede, grazie ad importanti investimenti nel fotovoltaico, eccetera eccetera.

Semaforo verde perché…

Guardando i flaconi di bagnoschiuma, di sciampo, di sapone Bottega Verde, invece, non troviamo nessun green claim. L’azienda, nonostante il suo impegno per l’ambiente e i molti risultati raggiunti, ha deciso di non raccontarli sulle etichette dei prodotti. Questa secondo noi di The Washing  News è una scelta che si merita un semaforo verde perché il modo in cui l’azienda ha scelto di comunicare il proprio impatto sul Pianeta rispetta la direttiva europea sui green claims, perché cioè il consumatore finale non è esposto ad alcuna comunicazione fuorviante. Mentre sui mezzi scelti per comunicare, l’informazione ambientale è corretta ed esaustiva.

Non che sia l’unico modo per non violare la direttiva europea, intendiamoci, la normativa non vieta di scrivere green claims in etichetta, pone solo molti vincoli per poterlo fare. Ma noi crediamo che quello attuato da di Bottega Verde sia un buon modo di interpretarla e di garantire una corretta informazione per il consumatore.

Semaforo rosso ai giornali che hanno ripreso la notizia

Anche in questo caso, però, c’è un semaforo rosso. Non per Bottega verde, ma per una parte della stampa che ha riportato “scorrettamente” il bilancio di sostenibilità dell’azienda. “Emissioni zero e più sostenibilità per Bottega verde”, si leggeva sulle pagine un noto quotidiano nazionale.

Se questa scritta si fosse trovata sull’etichetta di un prodotto, avrebbe violato la direttiva europea sui green claims e tra un anno, quando la norma europea sarà in vigore, sarebbe stato oggetto di sanzione.

Green claim: in attesa della direttiva Ue, i controlli li facciamo noi

Purtroppo, invece, la normativa europea non riguarda la stampa o i titoli degli articoli, quindi questo giornale non potrà essere sanzionato, ma per noi si merita un semaforo rosso. Un titolo del genere inficia la correttezza dell’informazione di un azienda ed è fuorviante per un lettore.

Dire che l’azienda ha emissioni zero senza spiegare cosa significa non è informazione completa, anche se si tratta di un titolo, spiegato poi nell’articolo. Lo stesso vale per la definizione “più sostenibilità”. Che cosa significa in concreto? Niente.

La stampa ha un compito importante nel riportare delle informazioni. Quello che si legge sui giornali fa parte della comunicazione ambientale di un’azienda, ma su cui l’azienda non ha controllo diretto. Quello di Bottega verde è l’esempio lampante di una corretta informazione aziendale, resa scorretta dalla stampa.

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